REGGIO EMILIA – E’ rimasto in silenzio col suo partito per quasi tre mesi. Roberto Salati, che nel 2019 si era candidato per il centrodestra a sindaco di Reggio portando Luca Vecchi a un ballottaggio del tutto inedito per la città e che fino a due giorni fa era il segretario provinciale della Lega, non ha ritenuto di dover informare i colleghi reggiani e regionali del Carroccio nè della denuncia da parte della ex compagna, né dell’indagine a suo carico, né della misura cautelare cui è tutt’ora sottoposto. Del 23 luglio scorso è l’iscrizione del fascicolo per maltrattamenti da parte della Procura di Reggio; del 4 agosto la decisione del giudice dell’obbligo di rimanere lontano dalla casa famigliare e di indossare il braccialetto elettronico. Del 6 ottobre la richiesta del sostituto procuratore Giulia Signaroldi di giudizio immediato. Infine, c’è la data del 2 novembre, quando la vicenda è emersa. Quasi contestualmente, il gip ha accolto la richiesta della procura rinviando a giudizio Salati. Solo allora l’ex segretario provinciale della Lega si è dimesso, dopo ore di interlocuzioni col segretario della Lega Emilia Matteo Rancan, e solo allora lo stesso Rancan ha saputo della vicenda. Una doccia fredda. “Ho appreso di tutto soltanto due ore prima che la notizia venisse pubblicata dagli organi di stampa – dice a TgReggio Rancan – Fino a quel momento non ero a conoscenza dei fatti contestati. Fin da subito abbiamo affrontato la situazione con serietà e senso di responsabilità, nel pieno rispetto della magistratura e del principio di presunzione di innocenza. La scelta di Roberto di autosospendersi è stata responsabile e ci consente di tenere nettamente distinto il percorso giudiziario dall’attività politica del movimento. Restiamo garantisti, come è giusto che sia, e attendiamo che la giustizia faccia il proprio corso”.
A quanto si apprende, l‘unico a sapere della cosa era Alessandro Rinaldi, oggi reggente provinciale del partito, “ma a titolo personale e non politico – dice Rinaldi – in una fase di segreto istruttorio”.
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