REGGIO EMILIA – Da sempre la leadership è un pilastro della politica e della sua comunicazione. Costituisce un nodo centrale, e irrinunciabile, della dimensione politica, esaltata ulteriormente nel mondo d’oggi dai social network e dai media digitali con la loro carica di disintermediazione.
In questo contesto, il rapporto con le élite economiche plasma alleanze che ridefiniscono la gestione del potere, con le più grandi e influenti multinazionali tecnologiche che hanno fatto il loro ingresso in politica tra finanziamenti alle campagne elettoreli e tecnologie sempre più sofisticate e inquietanti.
“Ci sono esperimenti in cui alcuni stati hanno immaginato ministri fatti con intelligenza artificiale – racconta Giovanni Boccia Artieri, Prorettore dell’Università di Urbino – Una provocazione tecnicamente fattibile, e poi ci sono leader che si avvalgono dell’intelligenza artificiale per lavorare sui dati, personalizzare i messaggi e arrivare contemporaneamente con messaggi diversi a persone diverse”.
Dai regimi autocratici alle democrazie liberali, da destra a sinistra, emergono sempre più personalità forti, che riempiono il campo politico e comunicativo, da Trump a Zelensky, da Netanyahu a Xi Jinping. Quali sono le figure più interessanti da analizzare? “Quello davvero interessante da analizzare è Donald Trump – risponde Sofia Ventura dell’Università di Bologna – perché è un leader democraticamente eletto che però ha comportamenti tipici degli autocrati e altri che sono difficilmente definibili”.
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