RUBIERA (Reggio Emilia) – Camion che scaricano terra, grandi ruspe al lavoro. Nelle Casse di espansione del fiume Secchia, in territorio di Rubiera, Modena e Campogalliano, si stanno alzando e allargando gli argini. Le Casse sono nate 50 anni fa per contenere le piene del fiume e richiedono un adeguamento. “Si tratta di un intervento che consente di dare maggiore volume alla cassa utilizzando il terreno che si è depositato nella fascia a ridosso dello sbarramento della diga – spiega Massimo Valente, Dirigente Aipo Emilia occidentale – e con quel terreno si opera un rialzo e un ingrosso delle arginature. L’importo del finanziamento è di 25 milioni di euro”
Nel lotto di lavori è compresa la costruzione, ormai ultimata, di un diaframma lungo tutto il perimetro degli argini delle Casse. E’ un muro sotterraneo largo 60 centimetri, fino a una profondità di 15 metri, che ha il compito di evitare infiltrazioni d’acqua nelle arginature. L’appalto successivo sarà il rinnovamento della diga. “E’ inserita all’interno di un ulteriore lotto di intervento che dovrà essere mandato in gara nel corso del 2026 – continua Valente – Ha un importo significativo che è di circa 30 milioni di euro. Proveremo a concludere la fase di avvio della gara nel corso dell’anno e, con le tempistiche stimate, nel 2027 potremo dare avvio all’inizio dei lavori”.
Per aumentare la capacità di invaso sarà anche ampliata l’area delle casse. “E’ previsto un lotto ulteriore di allargamento della cassa dal lato verso Rubiera. In realtà è un’ulteriore vasca di espansione. Complessivamente, se sommiamo tutti e tre gli interventi che abbiamo citato, arriviamo a superare i 50 milioni di euro” continua il dirigente di Aipo.
Intanto si stanno allestendo zone di riforestazione a compensazione ambientale dell’abbattimento del bosco che era nato dentro al letto del fiume, il cui taglio aveva suscitato polemiche. Da ultimo, una raccomandazione ai tanti abituati a frequentare la riserva naturale a non entrare nell’area di cantiere ignorando i divieti. “Perché ci sono dei mezzi operativi che circolano e sono in movimento. Ci sono degli operatori ed è molto pericoloso girare in queste aree” conclude Valente.
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