FABBRICO (Reggio Emilia) – Fabbrico – Rolo nel secolo scorso era un derby da bombonera argentina. Tifoserie agguerrite, sfottò, ogni tanto qualche zuffa e in campo un clima da palio di Siena perché i 4 kilometri che separano i due paesi erano un oceano. Soltanto una cosa in comune: i colori della maglia. Bianco e azzurro per entrambe ma per gli uni, quelli di Rolo, gli altri, cioè quelli di Fabbrico sono dei cocciuti che non gli si va alla testa mentre per i fabbricesi quelli di Rolo sono coloro di cui non fidarsi perché ti ingannano. Separati da pochi kilometri e pochi giorni. Il Rolo è nato il 23 maggio 1926, il Fabbrico, una settimana dopo, il 30 maggio. Ed oggi, dopo un secolo di storia, ecco che le società si fondono.
“Ci siamo resi conto che il Rolo e il Fabbrico da soli rischiano di salvarsi a stento, quest’anno il Rolo non ci è riuscito, spendendo comunque in entrambi i casi un sacco di soldi”. Così Roberto di Marzo, direttore generale del Fabbrico a #91° Minuto su Telereggio.
Anche il campanile si inchina all’economia. La stagione 2026/2027 in Eccellenza sarà la prima della nuova società il cui nome è ancora un mistero: Fabbrolo, Rolico o la pura fusione dei due nomi o piuttosto qualcosa che si ispiri alla maglia? La federazione consentirà di giocare gli incontri casalinghi una volta a Fabbrico e una volta a Rolo sicché almeno una partita al mese al Soprani e al Comunale B si potrà vedere. Se non altro “figlio di” non si dirà più, visto che si sarà fratelli.
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