REGGIO EMILIA – Si svolgerà domattina in Tribunale a Bologna l’asta per i 40 punti vendita di Realco per i quali non sono ancora state presentate offerte di acquisto. I negozi saranno offerti in blocco ad un prezzo base di poco inferiore ai 10 milioni di euro e poi, in assenza di offerte, saranno messi in vendita singolarmente. Mercoledì toccherà agli immobili, a partire dagli uffici e dal magazzino di via Pertini. Intanto i punti vendita Sigma ed Ecu della nostra provincia rilevati da Conad all’asta del 10 giugno scorso hanno realizzato nel 2025 ricavi per circa 30 milioni di euro.
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Sul piano economico, il 2026 passerà agli archivi come l’anno del tracollo di Realco, storica cooperativa della grande distribuzione organizzata nata nel 1959. La società che nel 1991 aprì il primo centro commerciale a Reggio Emilia, il Meridiana, e che ancora nel 2024 – con i marchi Sigma e Ecu – deteneva una quota di mercato in provincia che sfiorava l’8 per cento, con 130 punti vendita complessivi e circa 1.200 addetti.
La crisi di Realco è stata l’occasione per un’altra azienda reggiana, Conad Centro Nord, di rafforzare la propria rete di vendita sul territorio. Una rete già capillare, con 61 punti vendita, ma che aveva alcuni “buchi”. Alla prima gara, quella del 10 giugno scorso, Conad si è aggiudicato un lotto che comprendeva – tra negozi e immobili – 8 punti vendita collocati in diverse aree della provincia.
Nel 2025 il Sigma di Carpineti ha fatturato 3,8 milioni, quello di San Martino in Rio 4, quello di Montecchio 4,2 milioni. L’Ecu di Villa Minozzo ha realizzato ricavi per 1,6 milioni, l’Ecu di Montecchio 3,2. Considerando anche i Sigma di Castelnovo Monti, San Polo e Castellarano, che hanno anch’essi cambiato insegna, si può stimare che Conad si sia assicurata ricavi aggiuntivi in provincia di Reggio per circa 30 milioni di euro all’anno. Ricavi che vanno a sommarsi ai 448 milioni realizzati nel 2025, arrotondando ulteriormente una quota di mercato che alla fine dell’anno scorso era del 35,6 per cento.
Conad Centro Nord opera in una quindicina di province dell’Emilia e della Lombardia. Reggio a parte, le quote di mercato più rilevanti sono quelle nelle province di Parma (29,3%), Piacenza (18%), Brescia (12,3%) e Bergamo (11,6%).







