REGGIO EMILIA – Ci vorranno 2 minuti al massimo per rispondere alle 16 domande suddivise in 3 sezioni che la Cgil ha deciso di rivolgere ai reggiani con un questionario assolutamente anonimo. Obiettivo dell’inchiesta sociale è fotografare con l’aiuto dei cittadini la qualità di un servizio fondamentale per la collettività alle prese con un cronico sottofinanziamento nazionale che si traduce in liste d’attesa, difficoltà di prenotazione, rinuncia alle cure e ricorso al privato.
Vogliamo che i reggiani si esprimano sulla loro percezione della qualità dei servizi sanitari pubblici, che vogliamo difendere, e comprendere quanto ricorrano la privato. Capire quale sia lo stato di salute della percezione della salute che i reggiani hanno”, spiega il segretario generale della Cgil Reggiana Cristian Sesena.
All’interno del questionario sarà approfondito in modo particolare il disagio psichico e la salute mentale, in forte aumento dopo il covid e collegati in modo strumentale a gravi fatti di cronaca. Un ambito dove il sottofinanziamento del servizio pubblico è ancora più evidente.
Ad oggi solo il 3% del fondo sanitario nazionale è dedicato a questa area, contro il 10% di Francia e Germania. Questo dimostra che c’è una sottostima del bisogno di investire e che c’è il rischio che in un settore così delicato si lasci alle possibilità economiche dei singoli la possibilità di curarsi”, aggiunge Elena Strozzi, segretaria provinciale della stessa Cgil.
I risultati dell’inchiesta saranno poi presentati il prossimo 1° ottobre in un incontro pubblico cui parteciperà anche il presidente della Regione De Pascale per costruire insieme azioni concrete per rispondere al bisogno di salute dei reggiani.
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