REGGIO EMILIA – La sentenza provoca in me profondo sconcerto, in quanto mi induce a dubitare seriamente del sistema giustizia del nostro Paese. Pensare che quanto accaduto nel secondo grado di giudizio, nel modo in cui si è verificato, abbia ricevuto conferma nella decisione della Corte di Cassazione, mi fa atterrire. Ho fatto il massimo che era nelle mie possibilità e capacità (insieme ai colleghi Mariagrazia Petrelli e Francesco Petrelli) per evidenziare tutte le palesi lacune logiche, i diversi travisamenti delle prove, le svariate violazioni processuali, ma non è servito a nulla.
Decisioni come questa restituiscono – indelebile – un senso di impotenza difficile da accettare per chi svolge con nobiltà e vera dedizione la funzione dell’avvocato penalista.
Evidentemente avevano ragione quei colleghi con più esperienza – e trincea – alle spalle, quando mi avvertivano che nei processi mediatici, celebrati in momenti storici particolari, sarebbe potuto accadere di tutto, anche ciò che ritenevo impensabile. Mi rifiutavo di crederci, invece sbagliavo.
Resta il dolore professionale e umano per una grande ingiustizia, quale è la condanna di due innocenti alla pena dell’ergastolo.
La decisione va accettata, perché non è consentito diversamente, ma può essere criticata.
Attenderò di leggere le motivazioni per comprendere le ragioni di quello che, con profonda amarezza, ritengo essere un grave errore giudiziario.
Avv. Luigi Scarcella, difensore di Noman Ul Haq,
uno dei cugini di Saman Abbas,
ed ex presidente della Camera Penale di Reggio Emilia
Leggi e guarda anche
sentenza Cassazione Saman Abbas Noman Ul Haq Luigi Scarcella avvocato“La sentenza sull’omicidio di Saman deve parlare a tutte le ragazze”. VIDEO









