REGGIO EMILIA – Officina per la riparazione delle biciclette e per interventi di manutenzione, ma anche deposito delle stesse due ruote. E ancora deposito di bagagli. Luogo, inoltre, di socialità e di incontro e anche un presidio sicuro in un’area della città alla prese con i noti e complicati problemi di ordine pubblico.
E’ il bicicbox che si trova in città a due passi dalla stazione ferroviaria storica, all’angolo tra piazzale Marconi e via Turri.
Sul futuro di questa attività ci sono però nubi e incognite non da poco.
La prima riguarda il rapporto con il proprietario del locale, ossia Ferrovie dello Stato: il nodo riguarda l’affitto, che i gestori dell’attività giudicano non più sostenibile e che dal 2022 é stato più che triplicato dopo il passaggio dalla cooperativa sociale Camelot alla stessa Bicibox. “C’é un dialogo in corso, siamo fiduciosi – spiega il titolare Attilio Albicini – chiudere un posto come questo sarebbe un duro colpo per questa zona”.
Alla questione si é interessata anche il Comune di Reggio che ha avviato una interlocuzione con Ferrovie sottolineando il valore sociale dell’attività.
Ma c’é anche un altro elemento di preoccupazione per il futuro ed é connesso alla situazione legata alla sicurezza della zona: “Abbiamo scritto alla Questura per chiedere più presenza e più controlli, qui intorno a noi c’è gente che bivacca e ci sono persone che per gli eccessi alcolici diventano pericolose e difficili da gestire e spesso questi problemi entrano qui dentro”.
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