REGGIO EMILIA – Quattro ondate di calore e temperature da record. Ma il caldo non è l’unico dato che preoccupa. C’è un altro termometro a cui fare attenzione: quello della qualità dell’aria. Stiamo parlando in particolare della concentrazione di ozono, un inquinante atmosferico che, quando raggiunge concentrazioni elevate, può essere dannoso per la salute.
Per valutare l’esposizione all’ozono viene utilizzata la media mobile giornaliera su otto ore, un indicatore statistico che permette di valutare la presenza prolungata di questo inquinante. Nel nostro territorio, a raccontare la situazione sono le tre centraline Arpae: quella di San Rocco a Guastalla, quella di San Lazzaro a Reggio e quella di Castellarano.
Il valore di riferimento per la massima media mobile su otto ore è di 120 microgrammi per metro cubo (µg/m³), valore che a questo punto dell’anno è stato nettamente superato, addirittura aumentato rispetto allo stesso periodo del 2025. Le tre centraline hanno rilevato 156 µg/m³ a Guastalla, 157 a Reggio e 165 a Castellarano, contro i 136 µg/m³ di Guastalla, i 141 di Reggio e i 145 di Castellarano dell’agosto 2025.
Ma non è soltanto l’intensità dei picchi a preoccupare. A livello europeo è stato fissato un obiettivo: la massima media mobile non deve superare il limite massimo di 120 µg/m³ per più di 25 giorni all’anno. Un limite che in agosto, nel territorio reggiano, è già stato ampiamente oltrepassato: le tre stazioni hanno già registrato oltre 80 giornate di superamento, mentre nello stesso periodo del 2025 i giorni di sforamento erano stati circa 60. Dall’inizio del mese la media sulle 8 ore non è mai scesa sotto i 135 microgrammi.
Il servizio tg è di Margherita Magnani.
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