REGGIO EMILIA – Lo ha colpito più volte al viso e gli ha sferrato una ginocchiata sotto il mento con una mossa da vero esperto di arti marziali. Lo ha rincorso, per poi essere bloccato da altri agenti della polizia penitenziaria, intervenuti in difesa del collega. L’uomo, detenuto di 42 anni, rinchiuso nel carcere di Reggio con l’accusa di omicidio, è stato fermato. L’agente della polizia penitenziaria, in servizio da pochi mesi, è svenuto per lo choc ed è stato portato in ospedale. Il violento episodio si è verificato nel pomeriggio di venerdì e a darne notizia è la Federazione Nazionale Sicurezza della Cisl, che sottolinea la gravità del fatto accaduto all’interno del reparto Antares, destinato alle persone più pericolose.
L’aggressione si sarebbe verificata quando il poliziotto ha accompagnato il 42enne dalla cella alle docce, scattata dalla semplice richiesta di rispettare le regole del regime carcerario. Le botte e la ginocchiata hanno fatto cadere a terra il poliziotto. L’intervento immediato di un collega e di un altro detenuto ha probabilmente evitato il peggio, consentendo al ferito di scappare mentre il 42enne cercava di raggiungerlo superando anche uno sbarramento. Solo gli altri agenti intervenuti in forze sono riusciti a fermarlo. Il poliziotto ha riportato tre giorni di prognosi.
E’ il quarto episodio di violenza registrato, in meno di due mesi, nel reparto Antares, che ospita una trentina di carcerati con profili particolarmente complessi. Nove gli agenti aggrediti, minacciati, feriti in un caso con una lama rudimentale lunga 12 cm. Il segretario regionale della categoria, Ivano Maltoni, si rivolge direttamente al prefetto di Reggio Emilia e al provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria: “Chiediamo il trasferimento urgente del detenuto, tra i più pericolosi dell’intera popolazione carceraria italiana; chiediamo anche modalità detentive adeguate e, soprattutto, la chiusura temporanea del reparto Antares per l’adeguamento strutturale e la messa in sicurezza, realizzando uno spazio che possa limitare il contatto diretto con i carcerati più difficili”.
Reggio Emilia Cisl Emilia Centrale agente aggredito aggressione carcere reggio emilia






