REGGIO EMILIA – “Per il 2025 rispetto ai meno 194 milioni chiuderemo a meno 70. E già oggi siamo nelle condizioni di dire che nel 2026 possiamo arrivare al pareggio”. Così il presidente della Regione Michele De Pascale.
Da quasi 200 milioni di disavanzo al possibile pareggio di bilancio: la sanità emiliano-romagnola rimette i conti in carreggiata, dopo una fase difficile che aveva suscitato rilievi della Corte dei Conti e aveva spinto l’opposizione ad evocare lo spettro del commissariamento. Il risultato è stato raggiunto agendo sia sui costi che sulle entrate. Per un verso sono state fatte scelte che hanno reso più efficiente il sistema, per l’altro dal maggio dell’anno scorso sono stati introdotti i ticket farmaceutici: 2,20 euro a confezione, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Una misura che ha prodotto un gettito di 32 milioni di euro. E dopo 20 anni è stata maggiorata l’addizionale regionale Irpef per i redditi superiori ai 28mila euro. In questo contesto, il presidente Michele De Pascale ha potuto annunciare 500 milioni di euro di investimenti in sanità dal bilancio regionale, senza fare ricorso a nuovi aumenti. “Sia nella finanziaria del 2026 che in quella del 2027 manterremo gli impegni di riduzione”.
Il bilancio preventivo 2026, costruito sui previsionali delle singole aziende sanitarie, sarà presentato nei prossimi giorni. La nuova fiammata dei costi energetici e del prezzo dei carburanti preoccupa, soprattutto in rapporto alle scelte del Governo nazionale. Perchè? “Perchè le finanziarie che adeguano il fondo sanitario nazionale per il 2027 e il 2028 sono preoccupanti”.
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