REGGIO EMILIA – La carota e il bastone. Parallelamente al percorso di dialogo che dovrebbe portare alla firma di una convenzione per la gestione dell’edificio di via Fratelli Manfredi, di proprietà del Comune e occupato dal 2003 dai collettivi degli spazi sociali, l’Ente di piazza Prampolini ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato all’adozione di una ordinanza di sgombero dell’immobile. L’atto é datato 26 maggio 2026 e porta la firma del dirigente dell’area rigenerazione urbana Andrea Illari. Come si conciliano i due piani?
Un atto dovuto, spiega a Tg Reggio l’assessore alla cura della città Davide Prandi che getta acqua sul fuoco: “Lo dico con chiarezza, perché in questi giorni si è letto e sentito di tutto: non esiste alcuna volontà da parte del Comune di Reggio Emilia di sgomberare il laboratorio sociale Aq16. Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Prefettura né dalle forze dell’ordine che indichi un’intenzione di procedere a uno sgombero”.
Aq16, che occupa lo stabile, dopo la presa di visione dell’atto, ha la possibilità di produrre le proprie osservazioni tecniche, ma se non venissero considerate idonee a modificare il quadro il procedimento si concluderà con l’adozione del provvedimento di liberazione dell’edificio con la fissazione di un termine per l’abbandono volontario e solo in seguito all’esecuzione coattiva.
Questo quanto é scritto nel documento, ma l’assessore é convinto che l’iter procederà per il meglio e che entro fine luglio o al massimo ai primi di settembre si arriverà alla definizione dell’accordo per l’affidamento della gestione dell’immobile: “Nessuno sgombero per Aq16”.
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