BRENNERO (Bolzano) – Ogni giorno passano dal valico del Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole, schiacciando prezzi, redditi e margini di export, in un momento peraltro già difficile a causa dei rincari dei costi legati alla guerra in Iran.
È l’allarme lanciato dai diecimila agricoltori della Coldiretti che si sono dati appuntamento al Brennero, provenienti da tutte le regioni italiane. Circa 200 dalla nostra provincia.
“Siamo qui con una grande delegazione anche da Reggio Emilia Coldiretti – spiega Matteo Franceschini, presidente Coldiretti Reggio Emilia – per fermare l’importazione dei prodotti illegali in Italia e per chiedere una revisione sostanziale del codice doganale, per far sì che non ci sia l’ultima trasformazione in Italia, e che prodotti che diventano made In Italy di Made in Italy non hanno niente. Siamo qui a difesa del vero made in Italy e delle nostre produzioni e dei nostri allevamenti”.
Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione: “Coldiretti Reggio Emilia al Brennero non solo per la revisione del codice doganale ma anche per chiedere all’Europa un intervento importante a sostengo delle aziende agricole in questo momento di difficoltà dovuto alle tensioni internazionali, infatti i costi di produzione che devono affrontare mettono in discussione la possibilità futura di una produzione italiana ed europee di qualità come quella che ci caratterizza”, conclude Alessando Corchia, direttore Coldiretti Reggio Emilia.
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