REGGIO EMILIA – Siamo a inizio aprile e uno studente di 17 anni iscritto in un istituto professionale della provincia si presenta in un’azienda metalmeccanica della Val d’Enza per iniziare il percorso di alternanza scuola lavoro: 280 ore complessive.
Il ragazzo domanda al responsabile del personale di poter essere dotato delle scarpe anti infortunistiche: una richiesta che crea imbarazzo e che trova una risposta negativa. Il giovane viene rispedito a casa e qualche ora più tardi gli viene comunicato che il suo percorso é finito prima di iniziare.
A denunciare l’episodio é il comitato provinciale di controllo Inail presiduto da Davide Vasconi, sindacalista della Cgil: “E’ un episodio orribile”, commenta Vasconi.
Il Comitato provinciale di controllo Inail chiederà ora un incontro con l’azienda, con l’organizzazione imprenditoriale cui la stessa ditta appartiene e con l’ufficio scolastico provinciale per una riflessione comune sul tema del rispetto delle norme di sicurezza nei percorsi di alternaznza scuola-lavoro: “Chiederemo un confronto perché le scuole devono informare e seguire gli studenti e le aziende devono garantire il rispetto della sicurezza”, conclude Vasconi.
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