REGGIO EMILIA – Sta suscitando polemiche e decise prese di posizione la recente delibera della quinta commissione del Csm che colloca solo al Sud le zone ad alta densità mafiosa, ai fini delle nomine di vertice nelle relative Procure. Una decisione che al Nord sconcerta specie in Emilia-Romagna, dove nell’ultimo decennio vi sono state diverse sentenze definitive, a partire da quella imponente di Aemilia, che dicono a chiare lettere come la ‘ndrangheta si sia radicata in modo stabile nel tessuto produttivo, con tutta una serie di reati economico-finanziari che tradiscono loschi affari in vari settori. Nella nostra regione e in special modo nel Reggiano non vi sono morti ammazzati, ma la pericolosa ricerca di relazioni imprenditoriali e d’investimenti illegali nei campi più svariati: edilizia, movimento terra, logistica, ristorazione.
Per contestare apertamente questa scelta l’associazione antimafia Libera ha organizzato per giovedì due flash mob a Bologna e a Reggio Emilia alle 13 davanti al tribunale. Proteste che si vanno ad aggiungere alla bufera scatenatasi – sempre su decisione della quinta commissione del Csm – relativamente all’esclusione della pm antimafia Beatrice Ronchi dalla corsa per il futuro posto di procuratore aggiunto di Bologna, togliendo così di mezzo il magistrato più noto, preparato ed incisivo della Dda nel contrasto al radicamento ‘ndranghetista nella nostra regione e non solo.
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