REGGIO EMILIA – E’ stato davvero ingrato e ingiusto il Consiglio superiore della magistratura nei confronti dei due magistrati che hanno condotto le indagini sulla criminalità organizzata a Reggio e in Emilia. Nella memoria di molti è ancora vivo il ricordo del trattamento riservato nel 2021 all’allora procuratore di Reggio Marco Mescolini. Il 24 febbraio Mescolini fu trasferito per incompatibilità ambientale fuori dall’Emilia Romagna al termine di una riunione del plenum che assunse i caratteri di un processo sommario. Una seduta a tratti addirittura disturbante, in cui le accuse a Mescolini si trasformavano di per sé in prove, senza che nessuno avvertisse la necessità di verificarne la fondatezza. Il trasferimento fu annullato quasi tre anni dopo dal Consiglio di Stato per illegittimità, ma ormai l’umiliazione pubblica di Mescolini era ottenuta.
Ora tocca a Beatrice Ronchi, che ha lavorato a fianco dell’ex procuratore di Reggio nell’indagine e nel processo Aemilia e che poi ha portato avanti il lavoro con inchieste sugli affari della cosca Grande Aracri a Brescello (Grimilde), sulla famiglia Sarcone (Perseverance), e da ultimo, sull’ascesa degli Arabia (Ten). Il 26 novembre dell’anno scorso, il Consiglio giudiziario della Corte d’Appello di Bologna ha designato la Ronchi per altri due anni alla Direzione distrettuale antimafia. E’ la quinta e ultima volta. Alla fine dell’anno prossimo, dunque, il suo mandato scadrà: dovrà tornare alla procura ordinaria e smettere di occuparsi di criminalità organizzata.
Per evitare la dispersione di un enorme patrimonio di conoscenze, Beatrice Ronchi ha presentato la propria candidatura a procuratore aggiunto di Bologna, ma la quinta commissione del Csm non l’ha presa in considerazione. Al plenum del Csm sarà proposta solo la candidatura di Stefano Dambruoso, un magistrato rientrato dall’aspettativa dopo che tra il 2013 e il 2018 aveva fatto il parlamentare. Dambruoso è stato proposto con il voto di 3 consiglieri su 6. Della quinta commissione fanno parte quattro magistrati e due membri laici di nomina politica: Felice Giuffrè, indicato da Fratelli d’Italia, e Enrico Aimi, scelto da Forza Italia.
Solidarietà a Ronchi da Agende rosse
Al fianco di Ronchi si schiera il gruppo Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio, che esprime “la propria totale e incondizionata solidarietà”. La decisione della quinta commissione del Csm viene definita “ingiustificata. Come ha dichiarato il presidente Francesco Maria Caruso, rischia di vanificare gli sforzi compiuti in 15 anni di lotta alle mafie in Emilia Romagna”. E ancora: “Ritenendo che la società civile e le istituzioni non possano restare inerti di fronte a scelte che riguardano la sicurezza di tutti, auspichiamo una decisa e urgente presa di posizione da parte della Consulta della Legalità di Reggio Emilia. È fondamentale che le istituzioni locali facciano sentire la propria voce presso il CSM per chiedere che venga valorizzata una professionalità che ha ottenuto risultati di importanza storica nel contrasto ai clan. La lotta alla mafia non si fa solo nelle aule di tribunale, ma anche difendendo chi, in quelle aule, ha servito lo Stato con instancabile dedizione”.
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