REGGIO EMILIA – “Nel giro di poche settimane, la variante delta del Covid sarà la variante prevalente anche in Italia“. Lo ha detto il direttore della malattie infettive Marco Massari, ieri sera negli studi de “Il medico e il cittadino” su Telereggio. Una serata in cui abbiamo fatto il punto della situazione sull’andamento dell’emergenza sanitaria, per capire come arriviamo al periodo estivo.
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“C’è da essere contenti perché ce l’abbiamo fatta anche questa volta e non era scontato – ha detto la direttrice generale dell’Ausl Cristina Marchesi – Abbiamo vaccinato le categorie più fragili, gli ultra 80enni, anche le classi dai 60 anni in su sono coperte oltre il 80%, ci arriviamo con una attrezzatura diversa, ma non la possiamo considerare chiusa qui”.
Anche perché sta preoccupando la diffusione della variante Delta: “E’ una variante che sicuramente arriverà anche da noi – ha detto Massari – essendo più contagiosa del 40 – 50% rispetto a quella inglese e diventerà prevalente, i vaccini mantengono la loro efficacia rispetto alle forme gravi, un pò meno sulle forme sintomatiche e sulla contagiosità”.
Si stima che la presenza della variante Delta in Italia si attesti tra il 18 e il 15%. Il sequenziamento, nel nostro paese, procede a rilento, ma presto potrebbero arrivare nuovi strumenti: “Abbiamo delle tecniche e le avremo a Reggio anche a breve, di biologia molecolare, andremo ad identificare con una buona approssimazione questa variante”.
La vaccinazione resta la strada per frenare la circolazione del virus e delle sue varianti. Le classi di età al di sotto dei 60 anni stanno però aderendo meno alla campagna. Poco più della metà dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni si è prenotata, i genitori preferiscono aspettare. “Se vogliamo che a settembre possa essere ripresa la scuola in sicurezza, dobbiamo anche proteggerli questi ragazzi – ha aggiunto la direttrice sanitaria dell’Ausl Nicoletta Natalini – I ragazzi li vacciniamo tantissimo, hanno un sistema immunitario molto reattivo, è una vaccinazione in più per una malattia che non conosciamo”.






