GATTATICO (Reggio Emilia) – Una sforbiciata di 700mila euro, più di un quarto del totale, ai fondi per i luoghi della memoria e della Resistenza. Proprio in prossimità del 25 aprile. Il Governo ha inserito questo taglio rilevante nel decreto dello scorso marzo sui prezzi petroliferi. A denunciare l’accaduto è il deputato bolognese del Pd Andrea De Maria che ha presentato una specifica interrogazione. Il Ministero della Cultura ha ridotto i fondi destinati a cinque principali luoghi della Memoria della Resistenza italiana da 2,5 milioni a 1,8 milioni di euro. Tra questi c’è anche Casa Cervi, con Marzabotto, Fossoli, Sant’Anna di Stazzema e la Risiera di San Sabba a Trieste. Il fondo era stato istituito nel 2018 su iniziativa di alcuni parlamentari tra cui lo stesso De Maria. Ora il contributo complessivo è di 364mila euro per ogni ente, contro il mezzo milione iniziale.
“Il Governo Meloni ha attuato alcuni tagli nelle ultime leggi di bilancio. Il recente decreto legge ne ha operato un altro a questi contributi, mettendo in discussione i progetti esistenti. Scelta sbagliata, quei luoghi sono un riferimento importantissimo per le scuole e per l’informazione”, così Andrea De Maria.
Durissima anche la presa di posizione del PD dell’Emilia Romagna: “Lo abbiamo visto con Ventotene, con il centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti ed in svariate altre occasioni; siamo davanti ad una destra che non riconosce mai fino in fondo il valore dell’antifascismo come fondamento della Repubblica”, attacca il segretario dem Luigi Tosiani. “Alla vigilia della Festa della Liberazione, è un fatto gravissimo perché tagliare chi coltiva la memoria significa provare a riscrivere il passato: dentro quella memoria ci sono le radici della nostra libertà e della nostra democrazia e su questo non arretreremo di un millimetro”.
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