REGGIO EMILIA – Nessun blocco d’urgenza per il progetto di Conad all’Ospizio. Il Tar di Parma, lo scorso 21 luglio, ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Legambiente e da quattro cittadini reggiani. La stessa associazione e i comitati contrari all’intervento di riqualificazione però precisano che “la battaglia legale è appena iniziata” e rilanciano un accorato appello alla città in vista dell’udienza “di merito” e del possibile ricorso al Consiglio di Stato.
Alla base della prima decisione del Tribunale Amministrativo Regionale, c’è però una valutazione molto netta rispetto al luogo oggetto del contenzioso. Per i giudici, nell’area non è ravvisabile alcun “bosco urbano”. In più il collegio giudicante ha anche valutato l’interesse pubblico del progetto, che oltre al supermercato prevede una nuova biblioteca, la Casa della Salute e la piantumazione di 1.350 nuovi alberi, con la cessione al Comune di 20 mila metri quadri di aree verdi.
La risposta degli ambientalisti e dei residenti contrari non si è fatta attendere. L’assemblea del Bosco Ospizio in una nota ha ribadito che il ricorso per annullare i titoli edilizi non è stato respinto ma che deve ancora essere discusso nel merito, in una prossima udienza che ancora non è stata calendarizzata.
Soprattutto, l’assemblea civica contesta la valutazione espressa nella decisione sul “bosco”: “Il Tar è un organo giudiziale e non ambientale”, si sottolineano nel comunicato in cui ribadiscono la “volontà di opporsi all’abbattimento di un ecosistema di 45 mila metri quadri che – dicono -non può essere compensato da giovani alberelli, specialmente in un momento di forte emergenza climatica per la città”.
Parallelamente anche Legambiente Reggio ribadisce che continuerà a sostenete il ricorso nel merito in sede legale. “Non ci arrenderemo alla logica del fatto compiuto”, scrive l’associazione nella nota in cui chiede all’amministrazione di fermate le ruspe prima che sia troppo tardi. Insomma, i lavori per il polo commerciale e sociosanitario ora possono partire, ma la partita legale tra Comune, Conad e ambientalisti resta del tutto aperta.
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