REGGIO EMILIA – Tra i vocaboli che suonano meno piacevoli alle orecchie dei consumatori, da molti mesi a questa parte, ci sono le parole “carburante”, “benzina”, “pieno dell’auto”. La Guardia di finanza di Reggio, con anche le tenenze di Correggio e Guastalla, proprio in considerazione delle ripercussioni che la crisi geopolitica mediorientale ha causato ai prezzi al consumo dei prodotti petroliferi, ha deciso di far diventare sistematici controlli che in precedenza venivano eseguiti sporadicamente. Da febbraio 2026, settimanalmente, i militari hanno verificato la trasparenza e l’attività degli impianti reggiani di distribuzione di carburante. Il risultato è che sono emerse violazioni nel 40 per cento dei casi e che in più di un impianto su tre sono state riscontrate irregolarità. Parliamo soprattutto di mancanza di comunicazione dei prezzi praticati attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ma anche di assenza totale dei cartelli coi prezzi esposti, con buona pace degli automobilisti che, presi dalla necessità, si trovano a dover comunque fare rifornimento. In casi rari è anche emersa una discordanza tra il prezzo esposto e quello effettivamente conteggiato dalle colonnine.
Dalla fine di febbraio a oggi sono stati ispezionati 102 distributori stradali, pari a oltre la metà degli impianti operativi sul territorio provinciale; 36 solo tra giugno e agosto, di cui 17 trovati irregolari. Le violazioni riscontrate, attraverso il monitoraggio del portale centrale ma anche con appostamenti e sopralluoghi, hanno comportato sanzioni per decine di migliaia di euro.
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