REGGIO EMILIA – Ore 7.56. Un lungo, lento, ma pur sempre in movimento serpentone di auto in circonvallazione. Come prima del cantiere. Via Roma, dopo la chiusura all’altezza di via Ferrari Bonini, vuota, e il traffico in uscita dal centro storico che si incanala per via Bellaria e si blocca in via Leopoldo Nobili.
Non per godersi le meraviglie naturali del Parco del Popolo, ma in attesa del semaforo verde, per riuscire finalmente a immettersi in viale Piave. E’ la situazione con cui stanno facendo i conti da qualche giorno i reggiani che abitano in quella zona della città e con cui dovranno convivere fino a fine mese.
E’ in corso la fase più impattante del cantiere per la realizzazione del nuovo sottopasso ciclopedonale di Porta Santa Croce, che ricucirà il quartiere dopo un secolo e mezzo. Un’opera costosa, la più importante tra quelle finanziate dal Pnrr a Reggio, e di rigenerazione urbana. Come sempre, però, quando si tratta di un cantiere stradale, le conseguenze dei lavori sul traffico sono inevitabili e la situazione si complica se le chiusure e le deviazioni vanno a interessare tratti viari già abitualmente congestionati, come nel caso della circonvallazione reggiana.
Non resta che avere pazienza per altri 15 giorni, come i reggiani in coda hanno detto stamattina più rassegnati che arrabbiati all’inviato di Buongiorno Reggio Ibanes Valeriani.
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