CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – Un bosco cresciuto spontaneamente alle porte di Castelnovo Sotto, tra via San Biagio e via Fermi, è al centro di un confronto tra diritti dei proprietari privati e richieste di tutela ambientale da parte di cittadini e associazioni. L’area, di oltre 22 mila metri quadrati, oggi appartiene a tre soggetti: un’azienda del paese, un professionista locale e una società di Bergamo e assieme intendono realizzare capannoni industriali. Contro questa ipotesi si sono mobilitati residenti e ambientalisti: circa un centinaio di persone, tra cui molte famiglie, ha partecipato pacificamente a un sit-in per chiedere la salvaguardia del bosco.
‘Qui un tempo c’erano delle coltivazioni, però da oltre vent’anni nessuno ci ha più fatto niente, si sono create le condizioni per la lo sviluppo di quello che viene chiamato un bosco igrofilo perché è caratterizzato dalla presenza di salici e pioppi e addirittura c’è un cariceto con delle piante che preferiscono le zone umide” ha detto il botanico Ugo Pellini.
L’area ha destinazione industriale dal 1999 ed è stata acquistata dagli attuali proprietari circa due anni fa, nell’ambito della liquidazione di Fincedi, società legata al fallimento di Coopsette. Alla manifestazione erano presenti anche il sindaco Francesco Monica e gli assessori. Il primo cittadino ha ribadito la legittimità delle scelte dei proprietari e il dialogo in corso per conciliare sviluppo e tutela ambientale: ‘Ci sono dei diritti acquisiti su queste aree che sono aree completamente urbanizzate e con le opere già collaudate, parliamo di parcheggi, fognature e illuminazione pubblica – ha detto il sindaco Monica -. C’è un dialogo aperto e costruttivo con la proprietà per capire come arrivare a compensare parte di questo verde. Dico parte perché comunque ci sono delle aree di proprietà comunali come le casse di espansione che non verranno toccate dagli interventi’.
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