REGGIO EMILIA – La recente riforma degli istituti tecnici mira, nelle intenzioni, a rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro, rendendo i percorsi aderenti alle esigenze produttive e tecnologiche. Tra i punti centrali figurano una didattica più flessibile, il potenziamento dei laboratori, la collaborazione con le imprese per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Accanto alle opportunità emergono però anche forti criticità: il rischio di una formazione eccessivamente orientata alle richieste immediate del mercato, a scapito della preparazione culturale generale e le incognite legate alle risorse e alle differenze territoriali.
Su questi temi è intervenuta la FLC Cgil, che ha proclamato lo sciopero del personale della scuola, denunciando una riforma ritenuta troppo vicina agli interessi delle aziende private. Alla mobilitazione ha partecipato anche un corteo di studenti, partito dal polo scolastico di via Makallè e arrivato davanti alla Prefettura.
Per Buongiorno Reggio, Ibanes Valeriani ha raccolto le posizioni e le richieste del sindacato, dalle parole di Tatiana Giuffredi, della segreteria della FLC CGIL di Reggio : “Una riforma che arriva velocemente tra febbraio e maggio e con l’obiettivo di tagliare diverse materie degli istituti tecnici fra cui italiano in quinta, le scienze e matematica, le lingue e la materia di geografia che in alcuni indirizzi degli istituti tecnici è una materia fondamentale. L’obiettivo è quello naturalmente di contenere i costi, vengono ridotti i docenti laureati, aumentati i docenti diplomati ma con un esito che produce un taglio di quasi 600 docenti a livello nazionale. Noi chiediamo che la riforma venga immediatamente ritirata e in subordine che venga comunque sospesa per lasciare alle scuole e al mondo della scuola la possibilità di intervenire di poter entrare nel merito“.
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