CORREGGIO (Reggio Emilia) – “L’Europa deve unirsi su tante materie, per esempio la politica energetica. Non abbiamo una politica energetica europea. Ogni Paese ha la sua politica, ha le sue decisioni sui prezzi, su sugli aiuti, sulle accise da dare ai consumatori, alle imprese. Dobbiamo fare uno sforzo e decidere insieme, perché non si può dire ‘l’Europa si deve dare una mossa’, però ognuno poi mantiene il potere di veto”.
L’Europa ingessata dalla regola dell’unanimità, in base alla quale, in settori strategici, basta il voto contrario di un singolo Stato membro per bloccare una decisione. Una riforma per il superamento del veto è necessaria secondo l’economista ed ex membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi. “Dobbiamo adeguarci a un mondo dove ci sono degli shock continui. Il petrolio la guerra, l’energia. Ci sono due grandi blocchi, la Cina e gli Stati Uniti che si confrontano su tutto, sulla tecnologia, sulle alleanze, sulla moneta. E noi Europa siamo in mezzo, e se siamo frammentati, se ognuno gioca la propria partita, perdiamo”.
Al teatro Asioli di Correggio, invitato dall’associazione Primo Piano come protagonista dell’incontro dal titolo “L’economia tra sfide e fragilità”, Bini Smaghi ha sottolineato come l’imprevedibilità di Trump sia fonte di divisioni politiche all’interno dell’Unione europea. “Ogni tanto dice di volere l’Europa forte, altre volte ci gioca contro. Credo che noi europei ci stiamo illudendo che una volta finito Trump si torni al business as usual. In realtà gli Stati Uniti hanno un obiettivo diverso, che è quello del contrasto alla Cina. Se noi europei siamo utili a questo contrasto, lui ci prende ci prende con lui. Se siamo inutili o dei parassiti, come lui ci chiama, ci gioca contro”.
A Lorenzo Bini Smaghi chiediamo se l’avanzata delle destre estreme, come l’Afd in Germania, comporti il rischio di una trasformazione radicale dell’Unione europea. “Non lo so, ogni volta abbiamo visto, anche con Orban, un confronto con la realtà. Cioè, arriva un sovranista, dice ‘voglio fare da solo’. Però dove vai da solo? Sei schiacciato dagli altri. Dunque ci sarà un esercizio di realtà da fare più o meno difficile. La politica significa però essere anche pragmatici, per cui la speranza è che chi arriva al potere capisca che deve lavorare insieme agli altri. Non si può lavorare contro gli altri, soprattutto contro i propri vicini”.
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