REGGIO EMILIA – “Nous serons la Revolution: creiamo conflitto”. Sulla scia delle proteste studentesche in Francia e in tutta l’Europa anche gli studenti italiani si stanno mobilitando in diverse città. A Reggio alcune centinaia di ragazzi delle scuole superiori questa mattina hanno dato vita a un corteo e a un’assemblea pubblica.
Alle 8 hanno chiuso i cancelli al polo scolastico di via Makallè impedendo l’accesso e le porte del Liceo Chierici. Il corteo degli studenti partito dal polo ha poi raggiunto i ragazzi che si erano dati appuntamento al Chierici. Tra i principali promotori della manifestazione i ragazzi del ‘Coordinamento studentesco Rabûn’. Qui come nel resto dell’Europa gli studenti chiedono una scuola più adeguata e più risorse. “Basta con i tagli e il denaro pubblico usato per comprare armi” dicono.

Gli studenti, scortati dalla Digos e dalla polizia municipale che fermava il traffico, hanno attraversato le vie del centro storico fino a piazza dellla Vittoria dove si è svolta un’assemblea. Nessun incidente ma tante richieste al Governo, in difesa anche degli insegnanti.
E’ un cambiamento vero quello che chiedono gli studenti, un cambiamento di cui la scuola ha bisogno da tanti anni. Gli slogan e le richieste ricordano quelle delle grandi occupazioni di inizio anni ’90: una stagione che Reggio ha vissuto in prima linea. Questa volta però al centro della protesta c’è anche un secco no al tetto di studenti stranieri in ogni classe: “Meglio un tetto sulla testa che il tetto agli studenti stranieri, le scuole sono fatiscenti”.
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