VENTASSO (Reggio Emilia) – Sale a 14 il numero delle carcasse di cinghiale positive alla Peste Suina Africanasull’altoAppenninoreggiano. Gli ultimi esami di laboratorio hanno confermato altri due casi nel comune di Ventasso, nelle località di Cerreto Alpi e Rio Albero, nella stessa area dove erano stati rinvenuti gli altri cinghiali risultati positivi. Le carcasse infette confermano un focolaio attivo.
Il virus non colpisce l’uomo e non c’è rischio per la salute pubblica. Resta però una minaccia letale per la fauna selvatica e per la tenuta economica degli allevamenti zootecnici, sottoposti a pesanti limitazioni per scongiurare il rischio di abbattimenti di capi per contenerne la diffusione. Così i comuni di Ventasso e Villa Minozzo sono stati inseriti nella zona di restrizione 2 di massima allerta. Parallelamente la Regione ha già riunito una Commissione congiunta sanitaria ed economica per fare il punto sulle attività di contenimento alla presenza anche del commissario straordinario nazionale alla peste suina africana, Giovanni Filippini: “Si tratta – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, il reggiano Alessio Mammi – di una delle principali criticità per il comparto suinicolo e per l’Emilia-Romagna che ha un’alta concentrazione di allevamenti e di produzioni di qualità legate alla filiera suinicola”.
Per questo la Regione ha già stanziato ulteriori risorse, con un bando da 1,6 milioni di euro, per rafforzare le attività di controllo della fauna selvatica. Varate anche operazioni di depopolamento della specie nelle aree interessate dalle misure di restrizione. Complessivamente sono oltre 11 i milioni messi in campo dall’inizio dell’emergenza anche per innalzare i livelli di biosicurezza degli allevamenti. Il servizio veterinario dell’Ausl di Reggio ricorda però che anche le singole persone possono fare molto. L’appello è rivolto in particolare a escursionisti, cacciatori e cercatori di funghi. In caso di rinvenimento di un cinghiale morto, l’ordine è di non toccarlo, ma di fotografarlo, mappare la posizione e chiamare subito il numero regionale 051 6092124. Al rientro a casa, si chiede di igienizzare scarpe e attrezzature. L’invito per tutti è di non abbandonare residui alimentari contenenti carne o salumi e di pulire accuratamente scarpe, indumenti e attrezzature dopo il rientro da escursioni nelle zone interessate.
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