REGGIO EMILIA – Un allevamento suinicolo dell’Appennino reggiano è finito al centro di un controllo congiunto delle autorità sanitarie e delle forze dell’ordine, che ha portato alla luce gravi carenze nella gestione degli animali e nel rispetto delle norme di sicurezza.
Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Parma, insieme ai veterinari dell’Ausl di Reggio e ai militari del corpo forestale, hanno effettuato un’ispezione mirata nella struttura. Il controllo ha fatto emergere una situazione giudicata critica sotto diversi aspetti. All’interno dell’azienda sono stati individuati tre suini adulti privi dei sistemi di identificazione obbligatori e senza alcuna documentazione che ne consentisse la tracciabilità, un requisito fondamentale per il controllo sanitario. Non solo: gli animali erano ospitati in un’area risultata non autorizzata e priva di adeguate misure di contenimento. L’assenza di recinzioni idonee e di standard minimi di biosicurezza rappresenta un rischio concreto, soprattutto in un territorio classificato come zona di restrizione per la peste suina africana.
A fronte delle violazioni accertate, è scattato il sequestro amministrativo dei capi e la contestazione di sanzioni per complessivi 3.400 euro a carico del titolare dell’allevamento. Considerato il contesto sanitario e il potenziale pericolo, le autorità hanno disposto anche l’abbattimento degli animali, eseguito dalla polizia provinciale. Una misura drastica, ma ritenuta necessaria per prevenire la diffusione del virus. Le carcasse saranno ora sottoposte agli esami previsti dal piano nazionale di sorveglianza.
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