REGGIO EMILIA – “Non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quello che ero’. Quanta forza, quanto coraggio, quanta onestà in una frase del genere. Quanta sofferenza per arrivare a dirla, anzi, a scriverla. Per l’ennesima volta, Achille Polonara dà a tutti una lezione di vita: si cade, si combatte, ci si rialza. E poi si cambia, e si ricomincia. A 34 anni, il ragazzino volante marchigiano ex Pallacanestro Reggiana dice addio al basket giocato, dopo mesi e mesi di sofferenza in seguito alla diagnosi di leucemia, al trapianto di midollo, alle complicazioni post trattamento e al coma, e dopo che già in passato aveva superato una grave patologia. In mezzo ci sono stati il dolore, il chiedersi mille e mille volte ‘perchè’, ma sempre anche il sorriso, quel messaggio positivo regalato al mondo. E Polonara ce l’ha fatta, assieme alla sua famiglia. Dallo scorso marzo aveva anche ripreso ad allenarsi individualmente. “Ci ho provato – ha scritto in queste ore sui social – avrei voluto che questo momento non arrivasse mai, ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero!!”.
Dieci anni fa le cavalcate reggiane contro Sassari e Milano, finite col secondo posto del podio e col suo talento che esplodeva. La Fiba Europe Cup con la Dinamo Sassari, un campionato spagnolo con il Baskonia, uno scudetto con la Virtus Bologna, la maglia della Nazionale, le triple di Belgrado, le Olimpiadi. E poi la maturità e la consapevolezza di essere dentro a un corpo nuovo, che un capitolo si chiude e che se ne apre un altro, forse ancora più bello. Ma quel verbo al passato, ‘voglio che mi ricordiate per quello che ero’, per noi non esiste. Hai creato momenti, immagini, che sono e saranno per sempre al presente. Buona nuova vita ragazzino volante.
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