REGGIO EMILIA – La chiusura delle fabbriche ad agosto in Italia coinvolge circa il 60% delle aziende, in particolare nel settore metalmeccanico e manifatturiero. La stragrande maggioranza degli stabilimenti optano per uno stop totale di due o tre settimane a cavallo di Ferragosto e anche Reggio non fa eccezione, anzi: “Le chiusure estive continuano a essere più lunghe della media perché le imprese reggiane dal 2023 vivono una fase di stagnazione”, rimarca il segretario provinciale della Fiom-Cgil Simone Vecchi.
Il sindacato guarda con particolare preoccupazione alla situazione di due aziende del territorio, una é la Bcs di Luzzara: “E’ una azienda storica che produce trattori, il giorno 11 agosto abbiamo un incontro al Ministero delle imprese e del made in Italy: auspichiamo che ci siano acquirenti validi che possano investire”, dice Vecchi.
L’altra é la Landi Renzo: “A settembre chiederemo un incontro con la nuova proprietà per avere chiarimento sul loro piano industriale, chiedendo se ci sono piani di riorganizzazione che possano mettere a repentaglio i posti di lavoro a Reggio”.
Il dialogo con il mondo industriale come procede? “Abbiamo ottenuto buoni risultati con aumenti salariali, oppure diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario, oltre a pacchetti nuovi di diritti”.
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