REGGIO EMILIA – Nella primavera di cinque anni fa l’Amministrazione comunale, sotto la pressione dei residenti della zona del Quinzio, scongiurò la cementificazione dell’area verde di via Piaggia. Gli abitanti del quartiere erano abituati a vivere quell’area come un parco pubblico. In realtà, quel lotto di quasi 9mila metri quadrati era edificabile fin dal 1984. La Edilgrisendi, che l’aveva rilevata dalla liquidazione di Unieco, aveva le carte in regola per costruirvi 25 alloggi.
L’urbanizzazione fu evitata attraverso un accordo fra il Comune e l’impresa, che accettò di cedere a titolo gratuito l’area in cambio della possibilità di realizzare un intervento analogo altrove. Questo altrove fu individuato in seguito, attraverso un Atto di accordo approvato dalla Giunta il 23 maggio 2022. La scelta cadde sulla zona dietro lo stadio da baseball, distribuendo la capacità edificatoria in parte in via Pestalozzi e in parte in via Petit Bon.
Si tratta di un’ampia zona verde, contornata da abitazioni di pregio, posta subito a sud degli Orti Spallanzani. Un polmone verde che presto sarà ridimensionato, in seguito alla costruzione di 12 villette abbinate, realizzate in parte a est e in parte a sud dello stadio. Il cantiere è già avviato. Nel 2021, quando fu raggiunto l’accordo che trasformava l’area di via Piaggia in verde pubblico e delocalizzava i diritti edificatori, si assicurò che le villette sarebbero state costruite senza consumare suolo agricolo, perché si sarebbe scelto un terreno già previsto come edificabile. E così è stato. Ma non meraviglia che ciò che ieri aveva suscitato la protesta dei residenti del Quinzio oggi non piaccia a chi frequenta questo spicchio di città.
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