REGGIO EMILIA – Per Realco è scattato ormai il conto alla rovescia. Fallito il 10 giugno il tentativo di vendere in blocco tutta l’azienda, solo i punti vendita rilevati da Conad hanno un futuro certo. Per tutti gli altri soci imprenditori e per i lavoratori le prospettive sono a dir poco incerte. Molto dipenderà dalla nuova asta di metà luglio, con la speranza che i prezzi ribassati rispetto al primo tentativo attirino gli investitori. In ogni caso, la frammentazione estrema dell’offerta che si profila segnerà la fine del gruppo Realco.
In questo contesto, le situazioni più delicate sono quelle del magazzino e degli uffici di via Pertini. Il Centro di distribuzione è la spina dorsale del sistema distributivo del gruppo. L’anno scorso ha realizzato ricavi per 235 milioni, gestendo la consegna delle merci verso i 49 punti vendita di proprietà e gli altri 80 gestiti dai soci. Il contratto con Flexilog per la logistica, che coinvolge un centinaio di addetti, in scadenza il 30 giugno, è stato prorogato al 10 luglio, con l’obiettivo di svuotare il magazzino.
Altrettanto incerte sono le prospettive dei circa 90 dipendenti Realco degli uffici, attualmente in cassa integrazione straordinaria. Se anche stavolta nessuno si farà avanti per acquisire il grosso dell’azienda, il destino di questi lavoratori è appeso a un filo. Ma anche i soci imprenditori e i loro dipendenti vivono momenti di grande apprensione. Mentre a Reggio la politica litiga e si accapiglia sull’annullamento di un festival musicale, un gruppo che gestisce 130 punti vendita con oltre 1.100 addetti è a un passo dal baratro.
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