REGGIOLO (Reggio Emilia)- Quando, a fine 2011, Don Ranza decise per lo sfratto del presepe di Beltrami dalla parrocchia di San Nicolò che lo ospitava, ci fu una levata di scudi non solo da parte del proprietario dell’opera, ma anche di svariati cittadini che erano sentimentalmente legati a quella composizione che tanto bene rifletteva, in una Natività, scene di vita, rappresentazioni del territorio, luoghi, scorci e paesaggi reggiani del passato.
Smontato in tutta fretta con modalità che obiettivamente poco avevano a che fare con il garbo che invece avrebbe dovuto richiedere un’opera simile, era stato ‘parcheggiato’ in un capannone a La Noce di Albinea per un paio d’anni, fino a quando cioè la copertura dell’infrastruttura era crollata a causa di un forte temporale.
A quel punto, si misero in azione i presepisti reggiolesi, che piuttosto che lasciarla sfigurare dagli agenti atmosferici decisero di portarla nel paese della Bassa e lì custodirla, sperando che Beltrami, un domani, venisse a riprenderla. Così, tuttavia, non è stato nonostante il presepe sia ancora di proprietà dell’artista, che a casa conserva tra l’altro le statue che lo componevano.
Secondo quanto raccolto, ci sarebbero un paio di idee sull’asse Reggio-Reggiolo per cercare di dare un futuro a questo presepe, o perlomeno a ciò che si può recuperare dell’opera primigenia. Una di queste, proposta proprio dai presepisti reggiolesi, sarebbe quella di riallestirlo e poi dare vita a una sorta di tour itinerante.
Per farlo, ovviamente, serviranno fondi oltre una mano sapiente ed esperta che possa, magari con l’aiuto dell’artista stesso, riportarlo agli antichi sfarzi.
Reggiolo presepe Beltrami San Nicolò Don RanzaL’indimenticato presepe di Beltrami esiste ancora e si trova a Reggiolo. VIDEO






