REGGIOLO (Reggio Emilia) – Quando si pronunciano le parole ‘presepe di Beltrami’, non c’è reggiano dai 30-35 anni in su che non sappia di cosa si stia parlando. Ovvero di quell’opera d’arte che Giancarlo Beltrami compose ormai 46 anni fa e che venne esposta in diverse sedi. Di questo presepe si erano perse le tracce dopo che, a dicembre 2011, l’allora parroco di San Nicolò, don Ranza, lo sfrattò. Non senza fatica, abbiamo ricostruito le tappe del percorso dell’opera, rimasta “parcheggiata” in un capannone a Scandiano fino al 2013. Complice il collasso del tetto dell’immobile che la ospitava e per non lasciarlo letteralmente all’acqua, i presepisti di Reggiolo si offrirono di ospitarlo e, da allora, il presepe è stoccato nel magazzino comunale del paese della Bassa.
Un’opera composta da svariati diorami che proponevano, in una narrazione unitaria e affascinante, scene di vita, rappresentazioni del territorio, luoghi, scorci e paesaggi reggiani del passato, radicandosi con efficacia nell’immaginario, nella devozione, nell’affettività dei reggiani. Scene di Natività che sono rimaste cristallizzate, quindi, nella mente delle migliaia di visitatori che lo hanno potuto ammirare nei decenni.
Quanto al futuro di quest’opera che negli anni ha davvero messo d’accordo tutti, grandi e piccini, ci si sta adoperando sull’asse Reggio Emilia-Reggiolo. Vale però la pena ricordare che nel 2020 e nel 2024 il Comune di Reggio fece due tentativi per riallestirlo, prima ai Chiostri di San Pietro e poi nella chiesa dei Santi Carlo e Agata, in centro. In entrambi i casi, tuttavia, non si arrivò mai a dama.
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