GUALTIERI (Reggio Emilia) – Un impianto fotovoltaico da 6 megawatt, alle spalle della ex Tecnogas in un’area al momento a vocazione agricola a fianco del torrente Crostolo. E’ quello che vorrebbe realizzare a Gualtieri la Chiron Energy: la società milanese ha presentato in Comune la richiesta per ottenere il permesso di costruire. Il via libera deve arrivare dalla conferenza dei servizi che ancora non è stata convocata. Intanto l’amministrazione sta pensando ad una soluzione alternativa.
“Gli faremo la proposta di installare l’impianto, perchè siamo a favore delle energie rinnovabili, ma non su un’area agricola, cioè su questi campi che hanno opzionato, ma su un’area già urbanizzata – che potrebbe per alcuni versi anche agevolarli a livello economico”, spiega il sindaco Federico Carnevali.
L’area che interessa alla Chiron è privata, tra via dei Prati e via Codisotto a Mane e si estende per 10 ettari. L’impianto sorgerebbe su una superficie minore, di 2,5 ettari. La potenza sarebbe tale da coprire il consumo elettrico annuale di circa 3 mila famiglie. Con la realizzazione il Comune potrebbe incassare le risorse derivanti dalle compensazioni ambientali che per legge spettano alle amministrazioni che promuovono l’installazione di pannelli a terra. Ma la priorità è tutelare il terreno agricolo.
‘Il Comune – afferma Carnevali – ci rimetterebbe perchè se accetteranno, e ci sarà un’apertura da parte dell’azienda di fare l’impianto su un’area già urbanizzata, perderebbe le compensazioni ambientali. Crediamo però sia più utile mantenere e preservare le coltivazioni. L’azienda potrebbe trovare delle belle sinergie con il territorio, producendo energia pulita non solo per il reggiano”.
L’obiettivo è anche quello di coinvolgere i cittadini: è stata convocata un’assemblea pubblica e sono state inviate comunicazioni alle abitazioni limitrofe all’area. “Ho dato la mia disponibilità ai cittadini che mi possono scrivere via email anche per incontri in altri momenti, in modo che chiunque sia interessato ad un confronto lo possa avere”.







