REGGIO EMILIA – Da settimane vi diciamo che la stagione della Reggiana corre su due binari che solo in apparenza sono paralleli, ma che invece si intersecano e sono del tutto complementari. Da una parte c’è il campo e ci sono i risultati, da provare a conseguire per tornare quanto prima in B; dall’altra ci sono invece le vicissitudini societarie, che dipendono fortemente dai risultati: più Portanova e compagni vincono, più la società diventa appetibile per potenziali acquirenti. Ecco perché, anche alla luce dell’appetibilità, il disastro della scorsa stagione ha ripercussioni molto più profonde rispetto alla mera retrocessione in C.
Non è un mistero che questa società abbia enorme bisogno di liquidità e che chiunque la voglia rilevare debba immettere da qui a fine stagione una cifra che si avvicina ai 3,5 milioni di euro. Per far sì che il club onorasse tutte le pendenze federali in questa prima parte di stagione, gli sponsor hanno anticipato il dovuto annuo già a settembre. Ora, alcuni di loro – una dozzina in tutto – vogliono costituire una Srl per poi affidarsi a un istituto di credito che immetta sul mercato un bond, un prestito infruttifero del valore di circa 1,5 milioni di euro destinato alla Reggiana, che in questo modo potrà avere un po’ di liquidità e respiro dopo il 16 dicembre, data entro la quale andranno pagati gli emolumenti inerenti il secondo bimestre.
E’ importante dire che di questo gruppo non fa parte Reggiani, il proprietario di Clevertech che era stato individuato come capofila di questa cordata mesi fa. Soprattutto, non ne ha mai fatto parte Quintavalli, l’ex presidente granata a capo di Olmedo.
Dal momento che questo prestito ben difficilmente potrà essere restituito, sia dall’attuale proprietà e ancora più difficilmente da un’ipotetica nuova proprietà, l’unica altra strada è quella della conversione in quote societarie, ammesso che sia possibile farlo. Questo step, è bene sottolinearlo, è obbligatorio che avvenga a mezzo assemblea dei soci e dev’essere stabilito in anticipo. In ultimo, la cifra di 1,5 milioni servirebbe, nel caso, a coprire i primi 2-3 mesi dell’anno nuovo. Da marzo-aprile 2027 saremmo punto e a capo.
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