REGGIO EMILIA – L’edificio è inutilizzato da 17 anni dopo che per un decennio aveva fatto da sede decentrata dell’Istituto Agrario Angelo Motti. Lo stato di abbandono è evidenziato dalla fitta vegetazione infestante dalla presenza di rifiuti. Questi ultimi, in parte, sono dovuti all’occupazione abusiva dell’immobile da parte di persone senza fissa dimora che se ne servono come giaciglio di fortuna.
La situazione è nota da tempo. In passato si sono rivelati non risolutivi i tentativi di liberare gli spazi dagli inquilini che abitano abusivamente una porzione dell’ex scuola. Un fenomeno riscontrato venerdì scorso da un sopralluogo della polizia locale. In consiglio comunale, presentando un’interpellanza, l’esponente di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga ha chiesto se siano in corso iniziative per risolvere un problema segnalato, tra gli altri, dal gruppo di residenti che collaborano al progetto di controllo di vicinato di Villa Cadé.
Il complesso immobiliare, composto da più stabili e da un’ampia area un tempo coltivata, è di proprietà della Fondazione Magnani Rocca. Il suo recupero “non rientra tra le competenze del Comune”, è stata la risposta dell’assessore alla Cura dei quartieri Davide Prandi che ha tuttavia sottolineato l’impegno da parte dell’amministrazione nel tutelare la pubblica incolumità. Una volta concluso il monitoraggio avviato nelle scorse settimane, una comunicazione formale inviterà i proprietari a chiudere gli accessi non autorizzati e a mettere in sicurezza l’edificio che, in ogni caso, non presenta rischi di cedimento strutturale.
Secondo il recente sopralluogo le aree più danneggiate sono le vecchie aule e l’ex laboratorio del formaggio, teatro diversi mesi fa di un incendio domato dai vigili del fuoco. Tra i vandalismi è stata infatti registrata la rimozione degli infissi, in seguito bruciati per riscaldarsi.
Reggio Emilia degrado senzatetto Gaida scuola occupata






