REGGIO EMILIA – La crescita percentuale dei turisti a Reggio, sia in città sia in provincia dove a fronte di un lieve calo degli arrivi sono aumentati i pernottamenti, impone qualche approfondimento. Reggio resta in coda alla graduatoria regionale, davanti solo a Piacenza sia per numero sia per presenze. 280mila i turisti totali, contro i 500mila di Parma e Ferrara e i 600mila di Modena, per non citare Bologna e la Romagna che hanno altre dimensioni. Lo stesso dicasi per i pernottamenti: 660mila a Reggio contro il milione di Parma e il milione e 400mila di Modena. Se a livello regionale però la crescita è contenuta, il territorio reggiano mostra un trend originale con una ripresa trainata dagli stranieri e da forme di ricettività alternative. A trainare l’aumento è l’allungamento della permanenza media, salita a 2,33 giorni, meglio di Parma e Modena, e soprattutto la forte ripresa dei viaggiatori stranieri (+9,73% di pernottamenti), con il comune capoluogo a fare da traino. La novità più significativa emerge analizzando le tipologie di strutture ricettive. Gli esercizi alberghieri registrano una sostanziale tenuta ma calano sia i pernottamenti (-0,6%) sia gli arrivi (-3,8%). Al loro interno si nota una polarizzazione: tengono bene le strutture di fascia alta (4 e 5 stelle, con presenze in aumento del 4,4%), mentre soffrono gli alberghi a 3 stelle (-3,4% di presenze e -7,0% di arrivi) e quelli a 1 e 2 stelle (-22,0% di arrivi). Esplode invece il comparto extra-alberghiero. I pernottamenti nelle strutture alternative sono balzati del +21,4% (contro una media regionale del +3,93%). A guidare questo boom sono gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, che segnano un +30,7% di presenze, e i campeggi e villaggi turistici, con un imponente +56,4% di pernottamenti grazie soprattutto alla componente estera. Tengono anche alloggi privati (+8,4%), agriturismi (+5,4% presenze) e Bed & Breakfast (+2,7%).
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