BAGNOLO (Reggio Emilia) – Mancavano quattro minuti a mezzogiorno, trent’anni fa quando un terremoto di magnitudo 4,8 della scala Richter sprigionò la propria forza nella bassa reggiana. L’epicentro fu localizzato tra Novellara, Bagnolo e Correggio. Due anziani, Romolo Chiesi e Pia Lusetti morirono stroncati da infarto causato dalla paura. I danni furono ingenti.

Il Torrazzo di Bagnolo divenne il simbolo dello scossone con cupola e strutture murarie seriamente lesionate. La Chiesa del paese, di fronte al Torrazzo, fu dichiarata inagibile così come la Collegiata di santo Stefano a Novellara dove caddero calcinacci e cornicioni. A Correggio furono lesionati la basilica di san Quirino, il Municipio e alcune abitazioni. Anche la casa di Romano Prodi, allora presidente del consiglio, fu danneggiata dal sisma. “Venne cambiata la normativa antisismica e gli uffici tecnici comunali cominciarono a cambiare i regolamenti comunali e ad adeguarsi” ha detto a Buongiorno Reggio, l’ex sindaco di Novellara Sergio Calzari.
Tra gli edifici più colpiti la Chiesa di santa Maria di Novellara che rimase chiusa per 4 anni. “Gli edifici religiosi, per come sono costruiti sono quelli più vulnerabili di tutti, con queste grandissime arcate che allora non erano legate tra di loro – ha detto Calzari -, c’erano dei sistemi di legatura che non erano così efficienti”.
I lavori di consolidamento che iniziarono dopo quel sisma furono preziosissimi 16 anni dopo quando una nuova scossa colpì in particolare Reggiolo e Rolo. Dal 1996, la bassa reggiana è considerata zona sismica seria in quanto attraversata dalla faglia di Ferrara responsabile degli scossoni. “Tra l’altro, abbiamo scoperto che duecento anni prima si verificò un terremoto lo stesso giorno e con la stessa intensità: ci siamo detti che dobbiamo prepararci” ha concluso Calzari.
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