REGGIO EMILIA – Tra i giovanissimi che hanno compiuto vandalismi e violenze nei giorni scorsi in diverse città italiane “manca un vissuto familiare solido e una comunità di riferimento”. Lo ha detto il Vicario Episcopale della diocesi di Milano Don Giuseppe Como. Una preoccupazione per lo stato di agitazione che sta coinvolgendo tanti adolescenti lo esprime a Tg Reggio anche il vescovo della nostra diocesi Monsignor Giacomo Morandi, che condanna gli atti di teppismo, ma invita ad una analisi sul disagio e sul malessere che possono portare a simili gesti.
“Questa rabbia che si manifesta in modo così violento – sottolinea l’Arcivescovo Giacomo Morandi – deve essere condannata senza esitazione, ma deve anche essere ascoltata, c’é un grande disagio che forse abbiamo sottovalutato”. Poi una sollecitazione alla politica e alle istituzioni: “Se non creiamo spazi di dialogo e di ascolto, la situazione é quella che vediamo”.
Intanto, sul fronte delle proteste, ha destato allarme la diffusione sui social della locandina di una manifestazione che sarebbe in programma sabato: ‘Rivolta a Correggio, il popolo scende in piazza’ con raduno in Piazza Mazzini. Il condizionale é d’obbligo perché sulla fondatezza ci sono molti dubbi. Il Comune ha avviato una interlocuzione con Prefettura e Questura per monitorare la situazione. Annunci di questo tipo stanno circolando tramite web, in tante città italiane in questi ultimi giorni.
Le parole del presidente della Regione De Pascale
“C’è un giorno dopo della violenza. Quando in una scuola ci sono 50-60 ragazzi che si sono resi protagonisti di azioni violente, noi siamo assolutamente disponibili a fare la nostra parte, a sostenere i comuni nell’attività educativa di strada, a essere più forti e più presenti il giorno dopo queste violenze, dare supporto alle scuole”. È l’impegno preso dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale. “Serve un’azione che cerchi di far uscire questi ragazzi dalla condizione di marginalità e violenza – continua De Pascale – e provare a creare traiettorie diverse. È difficilissimo, non sto banalizzando e non la sto facendo facile, però non si può far finta che il problema non ci sia”. L’invito del presidente per tutti poi è anche a non ‘cercare di lucrare’ politicamente da questi eventi, trovando un avversario a cui scaricare la responsabilità.
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