REGGIO EMILIA – Sulla pagina di apertura del sito internet dell’istituto comprensivo Italo Calvino di Fabbrico-Rolo che include scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado, c’é una mongolfiera multicolore. Simboleggia bene un istituto che ha tanti volti e tante identità culturali: si perché qui, tanto per fare un esempio il 43% degli alunni é di origini straniere.
E’ la percentuale più alta in provincia. Segue a ruota la primaria dell’istituto comprensivo di Luzzara con il 37%. In città spicca invece il 46% di alunni di origini straniere della primaria dell’Istituto comprensivo Lepido di via Premuda.
Ma se iniziamo a guardare dalla scuola dell’infanzia allo stesso istituto lepido la percentuale di alunni stranieri é del 76% e addirittura del 77% all’istituto comprensivo Manzoni., scuola Pascoli.
Sono esempi che spiegano come il decreto che il Governo si appresta a varare, sul limite del 30% di alunni stranieri per classe, possa portare a non poche difficoltà scontrandosi con una realtà in molti casi consolidata.
A livello di istituto superiore in città spicca il 25% di studenti stranieri alla Filippo Re, mentre in provincia la quota più alta all’Istsituto Carrara di Guastalla e Novellara con il 27%. In totale nelle scuole statali della provincia gli alunni con cittadinanza non italiana sono, in base ai dati del precedente anno scolastico, 12.003 su 6′.292, ossia il 19,9%, ma attenzione 8.20, ossia il 66,8% sono nati in Italia. I Paesi più rappresentati sono Marocco, Albania, India e Pakistan.
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