NOVELLARA (Reggio Emilia) – A 14 anni esatti di distanza dalla prima delle due scosse di terremoto che misero in ginocchio l’Emilia, ha riaperto la chiesa della frazione novellarese di San Bernardino, tra i luoghi di culto danneggiati dal sisma. Alla cerimonia, presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi, erano presenti il parroco di Novellara, don Giordano Goccini, il sindaco Simone Zarantonello, l’ex primo cittadino di Novellara Elena Carletti, oggi consigliera regionale, e tanti cittadini. Prima di presiedere la messa, l’Arcivescovo e ha percorso a piedi il sentiero d’ingresso fino al sagrato e una volta raggiunto il portone, ancora chiuso, ha bussato tre volte per farlo aprire, benedire l’edificio e dare così il via alle celebrazioni.
“In questa giornata mi piace ricordare tutti i volontari che in questi anni si sono presi cura di questo luogo, benché inagibile. E voglio ringraziare queste persone che anche con piccoli gesti hanno contribuito a far rimanere questo un luogo”, le parole della Carletti.
La chiesa, inagibile dal 2012, negli ultimi due anni è stata oggetto di importanti opere di consolidamento antisismico per oltre mezzo milione di euro. La data scelta per la riapertura è doppiamente simbolica: il 20 maggio ricorre infatti non solo il 14° anno dalla prima scossa, ma è anche il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la memoria di San Bernardino da Siena.
In tutto questo tempo, è stata l’associazione “Terreni nuovi” di San Bernardino a prodigarsi nella cura della chiesa e di tutto il perimetro esterno a essa, facendosi letteralmente comunità. “Noi italiani abbiamo l’attitudine a riappropriarci delle cose belle. Non siamo particolarmente ferrati nel tenere insieme il sistema, ma questa dote è proprio nostra”, ha concluso Zarantonello.
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