REGGIO EMILIA – Piazza Affari ha archiviato da pochi giorni un primo semestre assai positivo, con l’indice FTSE Mib in rialzo di quasi il 15 per cento. Eppure, in questo contesto così favorevole, la Borsa ha penalizzato i titoli di molte delle società reggiane quotate. Se il crollo di Landi Renzo, che ha perso il 45 per cento, era prevedibile, considerata la situazione che attraversa il gruppo di Corte Tegge, altre flessioni suscitano sorpresa. E’ il caso soprattutto di Interpump, che ha realizzato profitti in crescita a oltre 57 milioni di euro nei primi tre mesi dell’anno, eppure ha visto il titolo cedere il 27 per cento.
C’è poi il giallo NewPrinces. L’ex Newlat, reduce dalla maxi-acquisizione di Carrefour Italia, ha presentato conti trimestrali con ricavi in crescita del 122 per cento a 1,5 miliardi di euro. Ma nella prima metà di quest’anno il titolo a Piazza Affari ha perso quasi il 20 per cento, scivolando da 20 euro a 16. Tanto che la società si è vista costretta a diffondere una nota in cui spiega che, “non sussiste, alla data odierna, alcuna informazione privilegiata, notizia rilevante o fatto straordinario di natura negativa idoneo a giustificare il recente andamento del titolo azionario”.
Altre quotate importanti del nostro territorio, come Iren e Comer Industries, sono rimaste stabili sui valori di fine 2025. Ha perso invece il 7 per cento Emak, gruppo di Bagnolo che la Borsa non ha mai apprezzato fino in fondo. Gli unici a festeggiare sono in conclusione gli azionisti del Credem: il titolo della banca di via Emilia San Pietro, che già l’anno scorso si era apprezzato di quasi il 50 per cento, nei primi sei mesi di quest’anno ha guadagnato ancora il 10 per cento.








