REGGIO EMILIA – Il sistema educativo reggiano replica alle accuse di “antisemitismo” piovute sulla città dopo la rinuncia di una settantina di docenti di scuole ebraiche nordamericane di partecipare alla visita iniziata oggi, e precisa: la Carta “Per una educazione democratica e partecipata” è l’unico documento ufficiale che rappresenta la posizione ufficiale di Reggio Children e delle istituzioni cittadine. Il testo, disponibile in versione integrale sul sito internet di Reggio Children, nasce da un percorso partecipato durato oltre un anno, e affonda le sue radici nella Costituzione e nelle Carte internazionali sui diritti dell’infanzia. Si tratta di un documento aperto che chiede a chiunque collabori con il sistema educativo reggiano di ripudiare la guerra, contrastare ogni discriminazione su base religiosa o geografica, condannare la militarizzazione delle scuole e ogni forma di genocidio. Il tutto attraverso principi universali che non citano né mettono sul banco degli imputati alcun singolo Stato o governo.
Il caso è scoppiato alla vigilia dell’arrivo in città di una delegazione di insegnanti ed educatori di scuole ebraiche provenienti da Stati Uniti e Israele. Di fronte alle pressioni di attivisti, sindacati ed esponenti politici – preoccupati per ipotetici legami di alcune realtà con le forze armate israeliane – al Centro Loris Malaguzzi la tensione è salita. Così al termine della presentazione della Carta alla Consulta Infanzia Città è stato diffuso da Reggio Children lo scorso 7 ottobre un comunicato stampa in cui si specificava che “al gruppo di educatori ebraici è stata chiesta, in risposta alle preoccupazioni emerse in città un’ulteriore presa di distanza esplicita dalle politiche del governo Netanyahu”. Il giorno successivo la delegazione di insegnanti delle scuole ebraiche ha compiuto scelte diverse; i 71 educatori nordamericani hanno deciso di rinunciare al viaggio, mentre i 25 docenti di Israele hanno confermato la propria presenza per svolgere le ordinarie attività di aggiornamento pedagogico e sono da stamattina in città.
La vicenda ha scatenato reazioni durissime. Il centrodestra e i vertici della Comunità ebraica di Milano hanno parlato di “antisemitismo”, e “metodi da Terzo Reich”. Accuse respinte dal sindaco Massari, che accogliendo personalmente stamattina la delegazione israeliana ha ribadito che Reggio Emilia non chiede a nessuno di rispondere in base alla propria appartenenza religiosa o nazionale, ma solo di condividere valori di rispetto dell’infanzia. Per riannodare i fili del dialogo, Reggio Children ha già annunciato un incontro pubblico per il 22 ottobre con i rappresentanti del Parents Circle-Families Forum, associazione che unisce famiglie israeliane e palestinesi accomunate dal dolore per la perdita di un congiunto nel conflitto.
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