REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi, commentando l’ordinanza del Consiglio di Stato, la portavoce degli ambientalisti che si oppongono al piano di riqualificazione dell’ex Casa di riposo di Ospizio ha fatto un annuncio: venerdì 16, in occasione dello sciopero globale per il clima, si terrà un corteo cittadino che toccherà le aree ‘che nel futuro saranno interessate dalla cementificazione’.
Si tratta di un elemento nuovo: finora la mobilitazione si era limitata al futuro dell’area di Ospizio, mentre gli altri piani urbanistici, approvati o in via di discussione, non erano mai stati presi in considerazione.
Le precedenti amministrazioni, tra il 2015 e il 2020, prima con alcune varianti ‘in riduzione’ e poi con il nuovo Piano urbanistico generale, hanno cancellato quasi 7 milioni e mezzo di metri quadrati di aree urbanizzabili, corrispondenti a oltre 7mila nuovi appartamenti.
Ciononostante, i dossier sul tavolo sono diversi. Ci sono i ‘residui’ del Piano regolatore del 2001: interventi approvati in qualche caso anche più di 20 anni fa ma non ancora attuati, ‘blindati’ da convenzioni non modificabili.
E’ il caso, tra gli altri, del piano di via Francia, che TG Reggio segue ormai da molti anni. Ci sono le delocalizzazioni, come quella che – per tutelare la zona del Quinzio – ha trasferito diritti edificatori in via Pestalozzi e via Petit Bon, dove saranno realizzati 12 appartamenti.
Ci sono le aree edificabili che il Comune di Reggio tentò di riportare a terreno agricolo senza riuscirci, battuto dai proprietari prima al Tar e poi al Consiglio di Stato.
E’ il caso di via Luxemburg, dove saranno realizzate 30 villette. Ma anche di Mancasale, dove la società belga Vgp sta per costruire su un’area di oltre 100mila metri quadrati la nuova sede di Gaer. Senza dimenticare le 10 manifestazioni d’interesse approvate nell’estate 2025 dal Consiglio comunale, tra le quali spiccano l’intervento residenziale di Parco Ottavi e il Polo di servizi finanziari di via Gramsci.
La portavoce dell’assemblea ambientalista Alessia Busani, sabato scorso, ha citato esplicitamente due situazioni ‘critiche’: la prima è appunto quella di via Francia, la seconda è via Melato, dove è in programma la costruzione delle nuove piscine e di altri impianti sportivi.
La convenzione è stata firmata nel gennaio scorso. La contestazione di questo intervento è forse motivata dal fatto che nella versione definitiva il centro sportivo è stato spostato più a nord, nell’area del campo da calcio racchiuso tra via del Partigiano e via Olimpia.
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