SCANDIANO (Reggio Emilia) – Dalle parole, ai fatti. Scandiano prosegue la propria battaglia contro gli impianti fotovoltaici a terra e gli agrivoltaici di natura speculativa. La lettera aperta con cui il Sindaco Matteo Nasciuti ha espresso la netta contrarietà dell’Amministrazione a progetti che consumano suolo agricolo e deturpano il paesaggio senza benefici reali per la comunità, ha ottenuto il consenso dell’assessore regionale all’agricoltura Mammi, del presidente degli agricoltori della CIA Catellani e del paesaggista Biondi.
In attesa che il Governo approvi la norma nazionale richiesta dal Tar del Lazio quando lo scorso maggio ha bocciato la regolamentazione più stringente decisa dalla Regione, Scandiano non vuole fermarsi alle parole e così oggi la Giunta ha approvato una delibera che introduce criteri più chiari e vincolanti sulle compensazioni dovute dai proponenti.
Il provvedimento parte da un dato di realtà: la normativa nazionale considera questi impianti opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, lasciando ai Comuni margini di intervento molto ridotti. Dopo che il TAR ha annullato il tentativo della Regione Emilia-Romagna di rafforzare le tutele, Scandiano ha scelto la via della resistenza attiva: non potendo impedire del tutto questi progetti, fissa regole chiare per ottenere quanto possibile per la comunità e frenare l’impatto su un territorio dal valore storico e paesaggistico unico, ancora disegnato dalle antiche centuriazioni romane.
Il cuore della delibera è l’introduzione di una compensazione pari al 3% dei proventi derivanti dagli impianti realizzati in aree agricole, così da restituire un poco di valore quando viene sottratto alla vocazione produttiva e paesaggistica della campagna scandianese. Per chi invece decide di installare in aree degradate, impegnandosi nella loro bonifica a proprie spese, la percentuale scende al 2,5%, premiando chi contribuisce a recuperare spazi compromessi invece di occupare terreni fertili.
“Non possiamo restare fermi davanti al rischio di perdere terreni agricoli e bellezza paesaggistica”, sottolinea il sindaco Matteo Nasciuti. “Questa delibera non è un via libera agli impianti speculativi, ma un argine e un’opportunità: se per legge non possiamo dire no, almeno possiamo chiedere in cambio tutto ciò che ci è consentito. E continuiamo a dire sì alle rinnovabili con criterio. Se parliamo di agrivoltaico, deve essere quello vero, che consenta davvero di coltivare sotto i pannelli”.
Le compensazioni dovranno tradursi in interventi concreti e mirati: dal miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici all’installazione di rinnovabili sui tetti comunali, dalla rimozione dell’amianto alla realizzazione di nuove aree verdi, fino a progetti di tutela della biodiversità e di mobilità sostenibile.
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