REGGIO EMILIA – Reggio quinta in Italia per numero di imprese artigiane e prima in Emilia Romagna. E’ quanto emerge dell’analisi effettuata dall’area studi e ricerche di CNA a livello nazionale basata su dati ISTAT. La nostra provincia si mantiene in eccellente posizione, con il 30,7% di imprese artigiane, nonostante una tendenza al calo che ha portato l’incidenza delle imprese artigiane a diminuire di 3,9 punti percentuali in dieci anni (dal 2014 al 2023). In Italia le imprese artigiane rappresentano il 21,5% del totale delle imprese attive, ma il loro peso cambia profondamente da un territorio all’altro.
A livello nazionale, la provincia con la maggiore incidenza di imprese artigiane è Nuoro, dove quasi un’attività su tre, il 31,7%, è iscritta all’Albo dell’artigianato. Seguono Cuneo con il 31,5%, Fermo con il 31,3%, Asti con il 31,1% e, appunto, Reggio Emilia con il 30,7%. Agli ultimi posti si collocano invece le grandi aree metropolitane: Napoli con il 10,3%, Roma con il 12,2%, Caserta con il 12,8% e Milano con il 15%.
“Questa fotografia – dichiara il presidente di CNA Reggio Emilia, Andrea Trinelli – racconta Reggio Emilia come un territorio nel quale l’artigianato continua a essere una componente essenziale dell’economia, che sostiene occupazione, comunità, filiere produttive e qualità del Made in Italy. Questo, pur in presenza del ridimensionamento registrato nell’ultimo decennio, che rappresenta un campanello d’allarme che non si può ignorare. Il problema principale – prosegue Trinelli – è il ricambio generazionale. Migliaia di imprese sane e con mercato rischiano di chiudere perché non trovano giovani, lavoratori qualificati o persone disposte a raccoglierne il testimone. Chiediamo da tempo e chiederemo con ancora più forza a tutti i tavoli istituzionali una formazione più vicina alle esigenze delle imprese, strumenti per favorire la trasmissione aziendale e condizioni più favorevoli per chi vuole avviare o proseguire un’attività artigiana”.








