REGGIO EMILIA – Se n’è andato, improvvisamente, la notte di Pasqua, all’età di 70 anni. Giuseppe Ialungo era molto conosciuto non solo in città, dove da 15 anni gestiva una macelleria, ma anche in Appennino poiché ha vissuto per lungo tempo nella frazione di Cerredolo di Toano.
Dopo aver lasciato a soli 13 anni il suo paese natale, Bagnoli del Trigno in provincia di Isernia, si era trasferito dapprima a Milano Marittima – dove, tra le altre cose, aveva conosciuto la moglie Laura Ruggi, reggianissima – per poi arrivare nella nostra città. Ha lavorato in qualsiasi ambito avesse a che fare con la carne: dapprima al macello comunale, poi da aiuto macellaio, quindi in un supermercato fino a quando, dopo aver provato altre mansioni, ha deciso nel 2005 di mettersi in proprio aprendo una sua attività in via Tiepolo, laterale di viale Montegrappa, dove è rimasto fino al 2017 con il trasferimento all’attuale sede di viale Umberto I.
Il nome dell’attività è Macelleria di Beppe e Alberto, poiché dal 2011 dietro al bancone è stato affiancato dal figlio, Alberto appunto, mentre la moglie era attiva in cucina. Alla grande conoscenza univa una passione e un rispetto unici per il proprio mestiere. Entrare prima nel negozio in via Tiepolo e poi in quello di viale Umberto non era mai, mai, solo questione di “andare dal macellaio”. Beppe ti “portava” dietro al bancone, con quel suo fare un po’ da guascone ma sempre col sorriso stampato in faccia; ti spiegava tutto di ogni singolo pezzo di carne in esposizione, perfino la sua ottimizzazione una volta sul fornello. Incarnava quel tipo di lavoratore di un’Italia andata, schietto, sincero, sempre disponibile e allegro, con quel suo fischiettare che sembrava un richiamo per uccelli.
Amava fare grigliate – passione evidentemente trasferita al figlio – e ogni Ferragosto dava il meglio di sé grigliando decine di kg di carne agli eventi dell’associazione MonteValestra, guadagnandosi di diritto l’appellativo di “re della griglia”.
Lascia la moglie Laura, i figli Alberto ed Elena, le nipotine Giulia, Sofia e Matilde oltre a cognati, cognate e a una marea di amici, perché Giuseppe sapeva perfettamente come farsi volere bene. Amici che non lo potranno salutare per l’ultima volta, viste le restrizioni vigenti sui funerali in tempo di Coronavirus. Dalle camere ardenti del Santa Maria, la salma verrà trasferita al cimitero di Coviolo per la cremazione. Le ceneri, appena possibile, verranno poi portate a Bagnoli del Trigno e sistemate nella tomba della madre, come da sue volontà.
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