REGGIO EMILIA – L’economia reggiana tiene, cresce rispetto alla media regionale, ma troppo poco per fronteggiare le difficoltà legate al caro vita e al logoramento del potere d’acquisto dei salari.
Nel 2026 il valore aggiunto provinciale è stimato in crescita dello 0,8%, contro lo 0,6% dell’Emilia-Romagna. I dati, che riguardano il 2025, evidenziano che le imprese attive sono quasi 47mila, l’1,2% in meno rispetto al 2024. Una percentuale in linea con quella regionale ma sul lungo periodo Reggio perde oltre il 12% delle imprese rispetto al 2007. Il quadro emerge dal rapporto Ires presentato dalla Cgil. Una indagine che evidenzia i cambiamenti in atto nel tessuto economico e occupazionale del territorio.
“Cresce il settore dei servizi, il mercato del lavoro si sta indirizzando verso settori sempre più poveri”, dice Luca Chierici della segreteria provinciale della Cgil. Le persone in cerca di occupazione risultano nel 2025 oltre 10.400 (+19% rispetto al 2024). “Il dato sta a significare che il mercato del lavoro è in movimento, un lavoro sempre più precario”, aggiunge Chierici. Nel 2025 sono diminuite del 10% le ore di cassa integrazione nelle imprese reggiane, ma il dato è triplo rispetto al 2022.
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