REGGIO EMILIA – Un Data Center nell’area delle ex Reggiane: non è un progetto definito, ma neppure una semplice suggestione, piuttosto un interessamento che è oggetto di attente valutazioni preliminari di tipo ambientale e infrastrutturale. Sul tavolo di Stu Reggiane e dell’Amministrazione comunale c’è la manifestazione di interesse di una società francese, uno dei colossi del settore.
I Data Center sono quelle strutture fisiche più o meno grandi che riuniscono una rete, server di calcolo e uno spazio di archiviazione per elaborare e conservare i dati. Li usano i giganti del web, ma anche le pubbliche amministrazioni. Stanno sorgendo come funghi: in Lombardia sono ormai un centinaio, ma anche in Emilia-Romagna se ne contano diversi. Strutture criticate da più parti, perché consumano molta acqua e molta energia.
Quello ipotizzato dalla società proponente nell’area delle ex Reggiane avrebbe un’estensione di 50mila metri quadrati. La localizzazione è stata presa in considerazione non solo perché all’interno del Parco Innovazione, ma anche per la presenza della vicina centrale Iren di via Sardegna, che integra la rete cittadina del teleriscaldamento con 4 generatori di calore alimentati a gas naturale.
La proposta francese non è l’unica arrivata in Comune in questi mesi, ma è forse la più praticabile. Viene valutata, a quanto si apprende, con molta cautela, ma senza un’ostilità pregiudiziale. In regione vi sono già una dozzina di centri di calcolo di diverse dimensioni. La stessa società regionale Lepida ne ha realizzati quattro a Bologna, Parma, Ferrara e Ravenna. L’investimento medio per un Data Center si aggira oggi su cifre nell’ordine dei 500 milioni di euro. Cruciale resta l’aspetto dell’impatto ambientale, su cui pure sono stati fatti passi in avanti.
progetto ex Reggiane Parco Innovazione Stu Reggiane Data center manifestazione di interesse









