REGGIO EMILIA – ”Ad un certo punto la cellula sana del sangue diventa tumorale e si trasforma. Queste informazioni ci hanno consentito di avviare un percorso molto nuovo nella diagnosi sicuramente più approfondita nel monitorare come va nel tempo la malattia, ovviamente la parte che interessa tutti nel promuovere anche delle terapie più nuove e spesso più efficaci. Pensiamo agli anticorpi monoclonali per i linfomi negli ultimi vent’anni hanno veramente cambiato il tipo di risposta di questa patologie” ha detto Alessia Tieghi, Direttrice della Struttura Complessa di Ematologia dell’Ausl IRCCS di Reggio dallo scorso luglio, dopo aver raccolto il testimone di Francesco Merli.
‘Parlando dei sintomi, oltre all’estemia, il paziente può presentare sonnolenza, stordimento, un po’ di nausea, quindi apparentemente sono dei sintomi vaghi, però nello stesso tempo se associamo degli esami che dimostrano un’alterazione persistente, allora in quel caso è importante il rinvio del paziente allo specialista” ha aggiunti Micol Quaresima, Referente per le Emoglobinopatie, dell’Ematologia reggiana.
Melissa Campanelli, responsabile della Terapia Intensiva e Subintensiva dell’Ematologia dell’Ausl IRCCS di Reggio, ha approfondito le tecniche di infusione delle Car T, un’opportunità terapeutica ”che – ha spiegato – utilizziamo in genere in alcuni tipi di linfomi che o non hanno risposto a un trattamento oppure sono tornati ad evidenziarsi dopo un periodo più o meno lungo’.
In studio anche Stefania Grasselli, responsabile Professioni Sanitarie della struttura di Ematologia, che ha spiegato come è organizzato il reparto dal punto di vista infermieristico e la formazione continua che interessa il personale per essere sempre aggiornato nel rispondere a tutte le novità che interessano i percorsi di trattamento e cura.
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